Crissolo. È il più alto comune della valle Po, dai 1100 ai 3841 m slm rappresentati naturalmente dalla maestosa vetta del Monviso. L’immagine di Crissolo è infatti da sempre associata all’ormai leggendario Re di Pietra.
Si tratta indiscutibilmente del maggior centro turistico della valle, lo sci alpino qui è ormai una tradizione: negli anni ’50 è nata infatti una delle prime stazioni invernali della provincia di Cuneo. Nell’estate del ’93 poi sono stati costruiti skilifts che hanno contribuito a rendere Crissolo una stazione sciistica importante. Non si può però parlare di Crissolo senza ricordare la presenza sul suo territorio del Santuario intitolato a san Chiaffredo: la tradizione popolare vuole che questo santo, soldato dell’Impero Romano ed appartenente alla Legione Tebea, dopo aver rifiutato la fede pagana, si sia rifugiato su queste montagne per sfuggire alle persecuzioni anti-cristiane.
L’anima occitana della valle Po si può forse spiegare, o definire, come una ricchezza di saperi vissuti e tramandati dalla gente di questo territorio, saperi sovente comuni alle valli limitrofe ma contraddistinti da peculiarità proprie e caratterizzanti.
L’anima occitana di questa valle non è esposta, non si coglie ad una visione e a una conoscenza superficiale, non si intuisce in un approccio turistico mordi e fuggi
La struttura che ci ospiterà è la Casa Alpina Pio XI in frazione Serre a Crissolo. È stata recentemente ristrutturata e adeguata alle norme di sicurezza richieste dalla legge. Comprende un edificio principale e due fabbricati minori. A piano terra abbiamo la cappella, due sale da pranzo, la cucina, il bar
interno, un utilissimo porticato, una piccola sala giochi con calcetto e ping-pong; al primo piano il grande salone riunioni dotato di impianto audio e video. Intorno alla casa un ampio cortile, con campetto per la pallavolo; il campo per i grandi giochi e per il calcio; ci sono anche utili zone verdi e una zona parcheggio.
Le camere, al primo e al secondo piano, sono arredate con letti a castello per un totale di circa 140 posti. Ciascun piano ha due blocchi di servizi e un locale docce, con acqua calda sempre disponibile. La casa è dotata di un efficiente impianto di riscaldamento.
Il programma prevede:
1° giorno, arrivo a Ostana escursione e pranzo al sacco.
2° giorno, escursione da Pian del Re al Rifugio Quintino Sella.
3° giorno, escursione alla grotta di Rio Martino con guide.
4° giorno, escursione ad anello partendo da Pian della Regina al Colle della Gianna.
5° giorno, escursione da Oncino al Rifugio Alpetto e rientro a casa.
Vedi descrizione delle escursioni.
1° giorno OSTANA. m.1250. È il più piccolo comune della valle, ma anche un esempio di riqualificazione architettonica intelligente che gli ha concesso la possibilità di far parte del club I Borghi più Belli d’Italia. Degno di menzione è infine il Museo civico Etnografico, ospitato all’interno dell’antico Palazzo Comunale, dove vengono riproposti spaccati della vita passata di Ostana
La via dei Morti di Ostana - San Nicolao - Salichard - Castel della Soma
Dislivello: 140 m
Durata (andata e ritorno):1h 30'
Lunghezza (andata e ritorno): 3,85 km
Questo piacevole itinerario di circa 1 ora parte dal parcheggio sottostante la Chiesa di San Nicolao che si raggiunge in auto poco dopo la borgata “Bernardi di Ostana”. Il sentiero percorre la cosiddetta “Vio di Mort” così chiamata perché, un tempo, i defunti della vicina borgata “La Ruà” (Bernardi) venivano trasportati su questo tragitto fino a Paesana. Le salme non venivano, infatti, seppellite nel cimitero valdese di Ostana in quanto la borgata “La Ruà” era di religione cattolica. Il percorso, che offre magnifici scorci panoramici e comporta un dislivello minimo, attraversa un bosco di latifoglie con faggi di notevoli dimensioni e alcune zone con vegetazione pioniera (betulle) che si sta insediando a seguito di un vecchio incendio. Lungo il percorso si possono osservare alcuni manufatti come baite diroccate, muretti a secco, antichi abbeveratoi (abioròou) e piccole cave (louzìere) da dove venivano ricavate le pietre per la costruzione. ungo il percorso si trovano interessanti pannelli informativi che descrivono nel dettaglio i segni della storica presenza umana in quest’area. Da questo sentiero partono numerose diramazioni: è possibile proseguire, per esempio, verso le borgate del comune di Paesana, verso Pian Charm oppure verso la chiesa Santa Lucia della Vardetta, già ben visibile lungo il percorso. In alternativa, superato di poche centinaia di metri il confine del Parco del Monviso, si giunge in località Castel Della Soma (nel comune di Paesana). Qui si incontrano le prime conifere ed alcune ginestre ed è possibile tornare indietro sul medesimo percorso.
2° giorno RIFUGIO QUINTINO SELLA m.2640
ACCESSO DA PIAN DEL RE, COMUNE DI CRISSOLO RIFUGIO QUINTINO SELLA AL LAGO GRANDE DI VISO DAL 1905 AI PIEDI DEL MONVISO
A quota 2640 m nel comune di Crissolo in Valle Po, ai piedi del Monviso (m. 3841), la cima più alta delle Alpi Cozie, altrimenti conosciuto come il Re di Pietra.
Sentiero n. V13, dislivello 620 metri, tempo stimato 2h e 40’
Partendo dalle sorgenti del fiume Po a Pian del Re (2020 m) si segue il sentiero V13, risalendo al Lago Fiorenza (dove il Viso si specchia, foto necessaria!) e poi al lago Chiaretto (dall’inconfondibile colore verde). Un lungo traverso contorna il Lago Chiaretto, percorso talvolta sconsigliato per le condizioni della montagna. In questo caso, troverete in loco indicazioni per la variante che scende lungo le sponde del lago e risale con ripidi tornanti ricongiungendosi al sentiero V13. Il sentiero prosegue fino alla morena che si estende sotto il versante Nord del Monviso, attraversata la quale si percorrono gli ultimi tornanti fino al Colle di Viso. Alla nostra sinistra inizia la via normane al Viso Mozzo. Di qui, a 2650 m, contempliamo il Lago Grande di Viso e il rifugio Quintino Sella, nostra meta.
3° giorno La Grotta di Rio Martino di Crissolo, m.1530, una delle più importanti grotte del Piemonte e Riserva Naturale del Parco del Monviso.
A Crissolo, in alta Valle Po, si trova una delle più importanti grotte del Piemonte, Riserva Naturale del Parco del Monviso ed inserita nelle Zone Speciali di Conservazione. Si tratta della Grotta di Rio Martino, una cavità naturale il cui ingresso è situato ad una quota di 1530 m, sulle pendici di Rocca Granè. Questa cavità ipogea è formata da sale, pozzi e gallerie scavate e collegate tra di loro grazie all’azione impetuosa delle acque dei torrenti subglaciali che, nel corso dei millenni, si sono infiltrate scavando diversi livelli di cavità sotterranee. La Grotta di Rio Martino è composta da un ramo inferiore lungo 530 metri e da un ramo superiore, non accessibile al pubblico che raggiunge invece circa 300 metri di sviluppo. Solo il ramo inferiore è quindi aperto e attrezzato per la visita e, al suo interno, una fresca temperatura di 5°C costanti accompagna il visitatore lungo il percorso che termina nel “salone” del Pissai dove il Rio Martino precipita dalla volta formando una cascata alta più di 40 metri. Qui è impossibile non rimanere affascinati da tale forza della natura! La Grotta di Rio Martino possiede un importante valore ecologico in quanto ospita una fauna rara ed estremamente specializzata. Al suo interno vivono infatti ben 10 diverse specie protette di Chirotteri (pipistrelli). La specie più numerosa è il Barbastello di cui sono stati censiti oltre 350 esemplari in ibernazione e rappresentano la più importante aggregazione invernale della specie attualmente nota in Italia. Ci viene fornito un casco e la pila frontale e ci viene raccomandato di indossare scarponcini impermeabili, pantaloni lunghi, maglia in pile e giacca impermeabile. Per l’ingresso in grotta sono anche indispensabili dei guanti impermeabili in quanto, toccando a mani nude le formazioni calcaree presenti all’interno, ne danneggeremmo la loro struttura. Ci attendono circa 30 minuti di cammino lungo un sentiero che sale il versante destro orografico della valle attraverso un fitto bosco di latifoglie e che ci conduce esattamente all’ingresso della grotta a quota 1530 m. Qui ci viene spiegata la storia di questa magnifica grotta e l’importanza della biodiversità presente al suo interno. È finalmente giunta l’ora di entrare ed immergersi nelle viscere della Grotta di Rio Martino, percorrendo i 530 metri del ramo inferiore. Ci attende un percorso in parte attrezzato con comode passerelle e funi di protezione nei punti più esposti. Dopo alcuni saliscendi, giungiamo all’imponente Cascata del Pissai, all’interno del “Salone del Pissai”, forse il luogo più spettacolare della grotta! Il “Salone del Pissai” è il punto terminale del percorso di visita.
4° giorno COLLE DELLA GIANNA m.2530
Descrizione
Si parte da Pian della Regina seguendo le indicazioni per Pian del Re, lungo il sentiero che costeggia il Po.
Giunti a Pian del Re si imbocca il sentiero V12 (non chiaramente segnalato al momento) che parte dietro al rifugio. Da qui in poi il sentiero è sempre piuttosto evidente e riprende ad essere ben segnalato, bisogna solo fare attenzioni in un paio di punti a non prendere la deviazione sbagliata.
Salita non particolarmente impegnativa e con ottima vista sul piano e sul MonViso.
Leggermente più faticosa l’ultimissima parte prima del colle.
Dalla base della salita al colle parte la discesa seguendo il sentiero GTA per Pian della Regina (indicato chiaramente) che procede per il vallone erboso.
Consigliatissimo in belle giornate per il panorama stupendo.
DISLIVELLO: 800 m
Tutta l’area, però, offre escursioni di ogni tipo, molto remunerative, che permettono di ammirare il Monviso da diverse prospettive. È il caso dell’itinerario qui descritto, che da Pian Melzè, conosciuto anche come Pian della Regina, sale a nord al Colle della Gianna, un ampio valico che si apre tra la Punta Sea Bianca a est e le Rocce Founs a ovest, mettendo in comunicazione la Valle Po a sud, in provincia di Cuneo, con la Val Pellice a nord, in provincia di Torino. Con il Monviso che domina la scena durante tutta la salita, arrivati sul passo si può scegliere di rientrare con il sentiero che cala sul Pian del Re, realizzando così un facile anello in giornata
DIFFICOLTÀ: E, medio –
TEMPO PREVISTO DI CAMMINO: 5,00 h intero anello
5° giorno Rifugio Alpetto da Oncino m.2268.
Il Rifugio Alpetto è un rifugio storico a 2268 metri di altitudine, costruito con la pietra del luogo e adagiato su un piccolo pianoro, con accanto il Museo degli albori dell’alpinismo e affacciato su uno splendido lago: l’Alpetto si trova nel comune di Oncino, nella Valle Po piemontese, a circa 3 chilometri in linea d’aria dalla cima del Monviso.
Realizzato a partire dal 1998 e inaugurato nel 2022, è di proprietà del Cai sez. di Cavour e Comune di Oncino. Realizzato a partire dal 1998 e inaugurato nel 2022, è di proprietà del Cai sez. di Cavour e Comune di Oncino.
Il Rifugio Alpetto è raggiungibile in circa 2 ore di camminata con un dislivello di 600 mt., lasciando la macchina nel parcheggio di Meire Dacant (in vista delle Rocche Bianche).
Alle spalle del nuovo rifugio compare subito alla vista lo storico Ricovero dell'Alpetto (2268 m) 7, recentemente ristrutturato e trasformato in museo.
Il Ricovero dell'Alpetto è stato il primo rifugio costruito dal CAI e uno dei primi dell'intero arco alpino. Realizzato in pietra e calce, fu inaugurato nel 1866 per iniziativa dell'avvocato e alpinista Tommaso Simondi di Barge, con il contributo del neonato Club Alpino Italiano, allo scopo di "rendere più spedite e meno faticose - sottolineava l'allora Presidente del CAI - le ascensioni al Monviso dalla valle di Crissolo".
Attrezzatura: Zaino, abbigliamento a strati, guanti e cappello, cappellino e occhiali da sole, crema protettiva da sole, pedule da trekking, giacca a vento, borracci e occhiali. Per il rifugio lenzuola singole complete, pigiama, ciabatte per doccia, utile una tuta che può essere utilizzata per dormire. toilette personale, asciugamano. Ricambio di scarpe al tennis (in grotta ci si bagna).
Ricordarsi che Crissolo è a quota m.1318 e alcune escursioni saranno oltre i duemila metri.
Dato che il viaggio è in auto si raccomanda una limitazione nel peso e nella capienza dei bagagli, NON siamo in bus.
PARTENZA Venerdì 25 luglio ore 7,30 parcheggio Slunga di Avenza.
RITORNO Martedì 29 luglio nel tardo pomeriggio.
Costo: Euro 260,00. Due fratelli, uno paga € 260,00, l’altro € 245,00.
Il costo comprende:
- Viaggio A+R e spostamenti in loco
- Pensione completa
- Ingresso in grotta e parcheggi a pagamento
- Il giorno della partenza pranzo al sacco a carico dei partecipanti.
Iscrizioni: L’iscrizione deve essere fatta a questa mail. “Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.”
Ovviamente occorre essere in regola con il bollino 2024.
Necessario al momento della preiscrizione depositare una caparra di € 50,00.
Si prega segnalare intolleranze o allergie.
Il programma potrà subire modifiche in base a valutazioni logistiche.
Per informazioni potete rivolgervi agli accompagnatori
Domenico Pini 3395494594 – Andrea Maccari 3288169280- Alessandro Vignoli 339807683 –
Via Apuana 3c, Carrara (MS)
+39 0585 776782
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