• +39 0585 776782
  • info@caicarrara.it

 

escursione di media difficoltà, il ritrovo è alle ore 08,00 in piazza Matteotti (Farini) a Carrara con mezzi propri, ci porteremo a Colonnata dove le due comitive si divideranno. La comitiva “A” per più esperti, salirà a Cima d’Uomo per scendere poi alle case del Verghetto e da qui si porterà al monte Tamburone ed infine al “David” di Kobra ; la comitiva “B”, più tranquilla, con il nuovo sentiero salirà alla Croce del monte Tamburone per giungere poi al “David” di Kobra, dove sarà offerto a tutti i partecipanti alle due escursioni, un panino con lardo di Colonnata, un bicchiere di vino ed una fetta di dolce; una volta rifocillati, la comitiva “A” scenderà a Colonnata per il nuovo sentiero, mentre la comitiva “B” proseguirà per le case del Vergheto e scenderà poi a Colonnata, termine della gita per le due comitive.

L'escursione è compresa nell'iniziativa dell'Assessorato Cultura e Turismo del Comune di Carrara "Festival dello Sport": sei mesi di attività «dal mare ai monti» con diverse escursioni scelte per far conoscere il paesaggio montano del nostro territorio a tutti i cittadini e turisti.

Larderie di Colonnata che hanno contribuito con il lardo: Larderia Fausto Guadagni, Larderia Sanguinetti, Le Larderie Battella e Larderia Mafalda

iscrizione obbligatoria al costo di 3,00 euro, biglietti presso:
CAI - via Apuana
AVIS – Via Monterosso
PUBBLICA ASSISTENZA – Via Roma
FALP LAMPADARI – Via Carriona

Storia 

Dal libro “1888-2018 Una grande storia”

Un lungo viaggio con la montagna nel cuore

 

Breve storia della Sezione CAI Carrara

La passione per il proprio lavoro di ricerca nell’ambito geologico, congiunto ad sentimento di attaccamento alle sue amate Apuane e i rapporti di lavoro che lo avvicinavano a Quintino Sella, fondatore del Club Alpino Italiano, concorrono in Domenico Zaccagna all’idea di fondare un Club Alpino, che diverrà la prima Sezione del territorio apuano. La data della sua costituzione fu il 13 febbraio 1888. La notizia sarà data anticipatamente al giornale locale “L’eco del Carrione”, che il giorno 15 gennaio 1888 uscì al pubblico con il seguente articolo: «…abbiamo ricevuto la circolare diramata dai promotori per la costituzione in Carrara di una Sezione del Club Alpino Italiano, e facciamo plauso all’operosità dei benemeriti promotori, che in breve tempo hanno saputo raccogliere l’adesione di ben 100 cittadini, a divenire Soci della Sezione stessa…». Nasce cosi, in un paesaggio dominato da suggestivi e silenziosi pinnacoli in pietra aggettanti sulla città di Carrara e la riposante trasparenza del mare, la Sezione di Carrara. Il primo Presidente sarà Domenico Zaccagna, che per motivi che vanno ricercati nell’ambito lavorativo, lo portano spesso ad allontanarsi dalla sua città. Rassegnerà, nell’ottobre del 1888, le proprie dimissioni. Come suo successore fu eletto Felice Momo, a D. Zaccagna gli fu assegnato l’incarico di Delegato alla Sezione Centrale. Dopo l’autorizzazione avuta dalla Sede Centrale di Torino per costituirsi in Sezione autonoma (la lettera fu spedita il 20 febbraio 1888) finalmente i 138 Soci inaugurarono nello stabile Passani in via Santa Maria la prima Sede, non distante dall’abitazione di D. Zaccagna. Inizia la programmazione di tutte le attività sezionali, tra cui la prima escursione ufficiale datata 21 giugno 1888. Nel 1891 verrà eletto a Presidente del Sodalizio Cherubino Binelli, il quale rimarrà in carica fino al 1894/5. Questa data sarà ricordata per i famosi Moti di Lunigiana, che contribuiranno, anche se indirettamente, alla chiusura della Sezione CAI di Carrara. Per gli interessati verrà a mancare un punto di riferimento, un luogo di incontro in cui era possibile ascoltare e condividere le proprie emozioni e dibattere sulla passione che li accomunava: la montagna. Passeranno circa 40 anni prima che a Carrara si ricreeranno le condizioni per istituire una nuova Sezione e dare nuovamente alla città un punto di riferimento per coloro che continuarono a frequentare la montagna. Nel 1936, dopo alcuni tentativi fatti l’anno precedente, viene rifondata la Sede. L’avvenuta ricostituzione sarà opera dell’architetto Carlo Vianello, il quale ne diverrà Presidente fino al 1944. Facendo una comparazione tra questi due periodi storici, la nascita e la rifondazione, si comprendono subito le difficoltà che accomunarono le due date: il 1888-1894/5 per la rivolta operaia sfociata nei Moti di Lunigiana, che portò la provincia di Massa Carrara a sopprimere di autorità tutte le associazioni sorte in quel periodo, tra cui anche la Sezione CAI, e il 1936-1945 funestato dal regime fascista. Dopo i fatti dell’8 settembre 1943 inizia una nuova fase in cui viene messa nuovamente a rischio la tenuta della Sezione di Carrara: la sede fu saccheggiata e molto del suo materiale di archivio andato disperso. Una frase, che sintetizza tutto lo sgomento di quegli anni è riportata da Plinio Volpi in una intervista del 18 marzo 1952: «[…] con la Patria anche’essa fu travolta nella rovina. Ogni suo patrimonio: morale e materiale fu disperso; gli appassionati, “i veci”, amareggiati in tanto caos, assistettero supini al suo sfaldamento». Proseguendo nel successivo capoverso si intuisce la passione che animava le persone che si accollarono questo gravoso compito: «[…] fu, infatti, durante il raduno organizzato dalla Sezione di Viareggio per l’inaugurazione del rifugio “Pietrapana”, sul finire dell’anno 1949, che, con un gruppetto di amici, parlando con il Presidente generale Bartolomeo Figari, che si decise la risurrezione della Sezione. Oltre, ben si intende, che per amore di questo sport che è tutta la nostra passione, anche per il decoro di questa Città che giustamente si erge a culla e Capitale delle Apuane». Fu sul finire del 1949, sotto la presidenza di Stefano Pietro Andrei (1948-1949), che il CAI di Carrara risorgerà dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale. Le conseguenze della guerra furono pesanti e ricostruire su macerie, sia materiali che morali, non fu semplice per coloro che avevano nelle intenzioni la voglia di riscrivere un nuovo capitolo per il futuro.

Sempre nell’intervista Plinio Volpi ricorda con un breve discorso le parole del prof. Vico Perutelli (1950-51): «…dopo i preliminari con la sede Centrale e il relativo saldo di un vecchio debito lasciato da alcuni sfortunati volenterosi che mi precedettero nel compito, il giorno 15 giugno 1950 iniziai il nuovo tesseramento. Assunsi la carica di Presidente provvisorio, con l’impegno di organizzare al più presto l’Assemblea generale dei Soci per procedere alla elezione delle cariche sociali avvenute il 15 agosto 1950. Contavamo a quella data una cinquantina di elementi».

Nonostante la guerra incombesse in ogni angolo delle Apuane la voglia di frequentare la montagna e dare ancora un senso alla Sezione per cui esistere era ancora molto partecipato, come si evince dal diario di Sauro Fontanesi gentilmente donato dal figlio Giorgio il 10 febbraio 1988.

Nel diario sono riportate numerose escursioni effettuate tra il 1942 e il 1944, insieme ad altri Soci. Una, tra queste, la riproponiamo così come la scrisse Fontanesi: «2 gennaio 1944. Carrara ore 13.30, Codena, Bergiola, cave, case e prati, Rocchetta, Brugiana, Bergiola, Codena, Carrara ore 18.30. Unico partecipante Carlo Chiappe. Di seguito proponiamo la piccola relazione relativa all’escursione: «Splendida giornata, bella visione delle Alpi Apuane. Veduta, ad occhio nudo, delle Alpi Marittime, della Corsica, dell’Elba, della Capraia e della Gorgona». Da quassù, al di là del mare, videro anche riaccendesi la speranza in un futuro migliore. E da questa speranza il faro riprenderà ad illuminare la via.

 

La determinazione e l’amore di un gruppo di persone, nei confronti del proprio territorio, sono stati più forti dei soprusi subiti. La Sezione di Carrara ha retto l’urto della barbarie nazi-fascista solo grazie alla volontà di questi uomini che hanno difeso un baluardo di libertà contro le ingiustizie.

 

Il C.A.I di Carrara sarà sempre, oggi come allora un baluardo, utile come il faro per il marinaio ad indicare, a coloro che hanno la montagna nel cuore, che l’obiettivo di ciascuno dovrà essere quello di tenere fermo e ben saldo lo sguardo verso il futuro, per sostenerlo nel suo cammino verso i 150 anni di attività. Solo così il faro sarà ancora lì ad indicare il cammino. 

 

 

Dedicato a tutte le persone di buona volontà,

che nel corso degli anni hanno contribuito alla crescita e allo sviluppo della Sezione.

 

Alla tenacia per non aver mai capitolato e per aver vinto una sfida all’apparenza impossibile.

StoriaAlle future generazioni che avranno l’onore di condurci verso il traguardo dei 150 anni di attività

 

Dalla Poesia “Scalatori con le ruote”

«….. le nostre sedie saranno sempre pronte a scalare e donare una foglia di senso all’amicizia, senza barriere e senza inutili dune»

                                                                                                                                                  Valentina Lodi :  2015

 

….. e a tutte le persone che come Valentina hanno la montagna nel cuore.

Pubblichiamo l'iniziativa del Soccorso Alpino.

Una buona prassi che può fare la differenza, il Soccorso Alpino e Speleologico della Toscana (SAST) stazione di Carrara-Lunigiana, ha predisposto un modulo da lasciare esposto sulla nostra auto quando andiamo in montagna; uno strumento utile per aiutare i soccorritori e concentrare le ricerche dove ce n’è bisogno. Sperando che non capiti mai … aiutiamoli ad aiutarci!

 

 

 

 

in anteprima online il calendario delle escursioni per l'anno 2019, il libretto stampato sarà disponibile a breve in sezione. Clicca sull'allegato per scaricarlo online. 

 

dal mese di dicembre sono aperte le iscrizioni alla sesta edizione del Grande Trekking che si terrà a Carrara il 26 maggio 2019; oltre agli altri punti ci si può iscrivere anche in Sezione tutti i lunedì e venerdì dalle 18.30 alle 19.30.

Anche quest'anno due categorie a cui ci si può iscivere:

  1. Trail Running (corsa agonistica)
  2. Walk Trail (camminata libera non competitiva)

 

Il costo per l’iscrizione alla GT WALK Trail è € 12 per i soci C.A.I. in regola con il tesseramento 2019

per i non soci:

  • € 12 fino al 15/1/2019
  • € 15 fino al 20/4/2019
  • € 20 fino al 20/5/2019
  • La quota di iscrizione comprende i seguenti servizi organizzativi e di assistenza:

  • Pettorale numerato personalizzato con proprio nome (con iscrizione effettuata entro il 18/05/2019 per motivi organizzativi).
  • Maglietta tecnica GT6
  • Spilletta ricordo
  • Omaggi nel pacco gara forniti da sponsor e/o aziende locali
  • Ristoro veloce nel borgo di Fontia (Proloco Fontia)
  • Assistenza sanitaria e soccorso
  • Servizi logistici e di navetta (pulmini per recupero ritirati)
  • Per maggiori informazioni e per il regolamento clicca QUI

     

     

     

    Da CNSAS, 14 maggio 2019

     

     


    Riceviamo dal Soccorso Alpino stazione di Carrara e Lunigiana il seguente comunicato:

    Condizioni della montagna
    Ennesima nevicata lunedì per questo inverno che non vuol finire. Rimangono le stesse condizioni della settimana precedente e ancora una volta dobbiamo assolutamente consigliare di portare con sé piccozza e ramponi e di valutare attentamente il percorso scelto in base alle proprie capacità.
    Non rinunciate a tornare indietro alle prime difficoltà.
    Buona montagna a tutti.

    In foto da Cerreto, Casarola e Succiso oggi

     

     

     

    Comune di Carrara:
    –   Sindaco, Francesco De Pasquale
    –   Assessore all’Ambiente, Sarah Scaletti
    –   Assessore al Marmo, Alessandro Trivelli
    –   Dirigente Marmo e Ambiente, Franco Fini

    Regione Toscana:
    –   Presidente, Enrico Rossi
    –   Ass. Infrastrutture, Vincenzo Ceccarelli

    Oggetto:  Osservazioni al piano di coltivazione della cava 102-Calocara A (Gemignani e Vanelli Marmi srl), coordinato con il gruppo di cave Betogli-Calocara (103, 105, 106, 66, 67, 68, 70).

    Il taglio della cima: un impatto paesaggistico inammissibile

    Attualmente è all’esame il piano dell’ottobre 2018 (con le integrazioni del novembre 2018) relativo alla prima fase che, nelle more dell’approvazione del piano attuativo di bacino estrattivo (PABE), consente l’estrazione del 30% del volume della precedente autorizzazione, pari a 338.475 m3 per la sola cava Calocara A (1.279.868 m3 per l’insieme delle cave considerate).

    Tuttavia, come la relazione tecnica tiene a sottolineare, questa fase estrattiva «è prodromica al progetto completo» … «che non può che rappresentare il futuro corretto coronamento dell’attività estrattiva nei siti de quo, anche nell’ottica di massima tutela degli interessi coinvolti nelle debite valutazioni». Il progetto, infatti, «è stato sviluppato tenendo ben presente quello che comunque sarà l’obiettivo cui si dovrà tendere, anche al fine di gettare le basi per un effettivo razionale sviluppo che dovrà forzatamente seguire».

    Il progetto prevede, tra l’altro, lavorazioni «eseguite per il buon governo del giacimento» …  «per realizzare gradonature a sicurezza delle coltivazioni dei cantieri inferiori nella parte del Diaframma e della Parete Nord, con la ripresa delle passate lavorazioni di bonifica a partire dalla sommità del massiccio».

    Ciò in vista della futura «prosecuzione di lavorazioni non produttive e di bonifica sulla parte sommitale del suddetto massiccio in corrispondenza del Cantiere Superiore Parete Nord della cava. Tali lavorazioni costituiscono in sostanza la prosecuzione degli analoghi interventi sommitali eseguiti dagli anni 2000 su disposizione della ASL locale. L’intervento di splateamento della sommità del massiccio era già stato proposto, per motivi di sicurezza, nella precedente fase autorizzativa del vigente piano di coltivazione, ma non attuato in difetto urbanisticamente della destinazione ad area estrattiva di una parte della sommità del massiccio, oggi invece integralmente incluso nella suddetta area estrattiva. Tutte le lavorazioni, come in precedenza, sono progettate in modo da far assumere al massiccio attuale una configurazione, dall’alto verso il basso, a ripiani (gradoni) in cascata e raccordati tra loro».

    Considerate le precisazioni della ditta, indubbiamente interessate ma razionali, l’istruttoria dell’au­to­riz­za­zione non può restringere l’esame alla sola fase estrattiva del 30% citato ma, essendo quest’ultima prodromica e funzionale alle previste lavorazioni successive, deve estendersi al loro insieme.

    Per questo motivo, rompendo la nostra consuetudine di osservazioni puntuali alle singole relazioni progettuali, ci limitiamo a un’osservazione generale sull’inaccettabile impatto paesaggistico previsto dal progetto, aiutandoci con le fotosimulazioni prodotte dalla ditta stessa.

    Come dichiarato dalla ditta e mostrato nelle Fig. 1-3, i lavori oggetto della richiesta di autorizzazione prevedono di “mangiare” il crinale del M. Betogli da tre lati (Nord, Sud e Est), in vista del futuro taglio (splateamento) della cima anche sul lato ovest, che renderebbe visibile anche dal mare i fronti del complesso delle cave Betogli-Calocara.

    Pertanto, visto l’inaccettabile impatto paesaggistico, riteniamo che la richiesta di autorizzazione debba essere respinta.
     

     

     

    La ditta disprezza crinali e vette, ma i carraresi li amano!

    Nell’arrogante lettera del 19/6/18, la ditta contesta «l’immotivata decisione di salvaguardare il profilo montuoso» poiché:

  • il PIT, tra gli obiettivi di qualità, «prevede di salvaguardare i caratteri della morfologia dei crinali e delle vette ancora integri e non residuali»; il crinale del M. Betogli, essendo non integro, in quanto già intaccato (dalla stessa cava 102-Calocara A) o già rimosso (dalla cava 103-Calocara B), non richiederebbe pertanto alcuna salvaguardia;
  • l’intervisibilità (la visibilità del crinale da più punti d’osservazione) misura la percezione dell’impatto dell’escavazione, ma «non è uno strumento attraverso il quale valutare l’ammissibilità del progetto di riduzione del monte»;
  • il monte è già stato tagliato e inciso a seguito dei provvedimenti di sicurezza dell’ASL n. 19/1998 e n. 18/1999. «Nell’occasione non era stato possibile effettuare la riduzione del monte nei termini proposti attualmente, in quanto la parte del monte di interesse attuale non era compresa, come lo è ora, tra le aree estrattive dagli strumenti urbanistici all’epoca vigenti».
  • In poche parole, la ditta sostiene che le due cave, avendo già devastato il crinale, avrebbero acquisito il diritto a proseguire la devastazione.

    Nella certezza che i carraresi non condividano il disprezzo della ditta per “l’immotivata” salvaguardia di vette e crinali, chiediamo una ferma decisione che privilegi la tutela del paesaggio rispetto agli interessi della ditta che, comportandosi da “padrona” della montagna, intende distruggere anche beni comuni immateriali tanto amati dai cittadini.

    Prevenire l’uso interessato di tagli per motivi di sicurezza

    Merita notare che, come sopra citato, il taglio della cima, già richiesto in passato dalla ditta, è da essa dichiarato «la prosecuzione degli analoghi interventi sommitali eseguiti dagli anni 2000 su disposizione della ASL locale» e necessario «ai fini di poter realizzare le coltivazioni in piena sicurezza nei cantieri inferiori».

    Il ripetuto richiamo ai provvedimenti di sicurezza dell’ASL mette in luce il rischio che si affermi una logica perversa, che cioè prima si scavi in maniera azzardata fino a creare situazioni di pericolo e poi l’intervento dell’ASL a tutela della sicurezza dei cavatori sia sfruttato come grimaldello per estendere l’escavazione, aggirando la tutela delle risorse dei cittadini (ambientali e paesaggistiche).

    Non si può quindi escludere la possibilità che, come avvenuto per la cava Fossa Combratta, nel corso dei lavori vengano a crearsi situazioni di instabilità tali da condurre l’ASL a emanare un’ordi­nanza di messa in sicurezza (nel caso specifico mediante il taglio della cima).

    Per contrastare questa logica perversa si chiede che la ferrea salvaguardia della cima sia accompagnata da una revisione del piano d’escavazione che escluda l’estrazione anche dai cantieri inferiori, al fine di evitare la possibilità che vengano poi a trovarsi, in futuro, in condizioni di insicurezza lavorativa.

    Altre criticità ambientali

    Nel sottolineare l’urgenza e l’importanza di evitare la decapitazione del M. Betoglie di prevenire modalità estrattive finalizzate a evitare l’uso strumentale dei provvedimenti di messa in sicurezza, aggiungiamo brevemente alcune osservazioni “di routine” che avanziamo –inascoltati– alla quasi totalità delle cave. Nel caso specifico:

  • nonostante la ditta vanti sistemi di gestione ambientale certificati UNI EN ISO 14001 e 9001, l’esca­vazione del M. Betogli procede nell’assoluta indifferenza verso la tutela dell’acquifero, senza fermarsi laddove interseca i condotti carsici. Peraltro, nello studio di impatto ambientale (ottobre 2018) si afferma che «Tutta l’area oggetto del presente studio non risulta interessata dalla presenza di cavità sotterranee (grotte, abissi, etc) determinate da fenomeni carsici. Non si rinviene la presenza di alcun fenomeno carsico anche superficiale né di possibili ingressi ad un possibile sistema carsico adiacente. Inoltre l’escavazione su queste aree sia in essere da tempo e come non si siano ad oggi registrati fenomeni di “inquinamento” idrogeologico, ascrivibili a queste attività». Si tratta di affermazioni non vere: in tutta l’area delle cave Betogli-Calocara, infatti, sono palesemente visibili a occhio nudo condotti carsici messi a nudo dai tagli (Fig. 4) e l’intorbidamento delle sorgenti che alimentano l’acquedotto cittadino è un fenomeno frequente.
  • le vasche di sedimentazione delle acque meteoriche sono assolutamente insufficienti, sia perché dimensionate per le sole acque delle aree servizi anziché per le intere superfici di cava, sia perché progettate senza alcun calcolo che assicuri in esse velocità tali da garantire la completa sedimentazione di marmettola e terre; il risultato è che dalle vasche fuoriescono acque torbide che si immettono nei corsi d’acqua superficiali;
  • il progetto non prevede il costante mantenimento di un’accurata pulizia delle superfici di cava che sono, pertanto, costantemente invase da marmettola e terre, fonte di inquinamento delle acque superficiali e sotterranee;
  • il piano non prevede l’allontanamento di tutti i detriti prodotti, ma solo del «materiale detritico in eccesso o non più utilizzato per la lavorazione della cava», che viene accumulato senza alcuna protezione dal dilavamento meteorico.
  • Si tratta di altri buoni motivi per respingere il piano di coltivazione.

    https://pdf.printfriendly.com/camo/dbf086ae91d619aeddfa58151c15c40a4c91870a/68747470733a2f2f73322e676f6f676c6575736572636f6e74656e742e636f6d2f73322f66617669636f6e733f646f6d61696e3d7777772e6c6567616d6269656e7465636172726172612e6974legambientecarrara.it/2018/11/21/giu-le-mani-dalla-cima-del-monte-betogli/

     
    Carrara, 21 novembre 2018
    Legambiente Carrara
     

     

     

    proseguono gli incontri de "i venerdì del CAI" sui temi della frequentazione della montagna; saranno curati dall'istruttore Paolo Tonarelli assistito da altri esperti di temi specifici.

    Incontri utili a tutti, ai neofiti, per approcciarsi consapevolmente a questa attività, e ai più esperti, per un ripasso e per confrontarsi mettendo insieme le rispettive conoscenze ed esperienze.

    Questi gli argomenti che verranno trattati, elenco suscettibile di variazioni in funzione delle richieste di approfondimento che emergeranno di volta in volta le date verranno stabilite e comunicate per tempo su questa pagina e sulla nostra pagina facebook 

    Cenni sull’esecuzione di una calata in corda doppia

    Uscita in ambiente: corda fissa e corda doppia

    Cenni sulla progressione in ferrata

    Cenni sulla geologia delle Apuane

    Per info: Paolo Tonarelli 331/6824404

    L’invito di partecipazione, gratuito, è esteso a tutti i soci ed anche ai non soci
    Le date potrebbero essere oggetto di variazione a discrezione dei relatori

    Iscriviti al CAI!
     
    il Club Alpino Italiano è il punto di riferimento per gli amanti della montagna, offre la conoscenza del territorio grazie alla competenza dei suoi soci che, tutti volontari, prestano la loro collaborazione gratuitamente.
     
    Iscriversi al CAI aiuta il club a mantenere viva la passione per la montagna; ma prima di tutto cos’è il CAI e quali sono i suoi principi ispirativi.
     
    Devi sapere che il nostro sforzo principale è quello di mantenere viva la rete di sentieri e i rifugi e bivacchi fruibili per tutti, programmare escursioni per tutti i livelli di difficoltà, e mantenere viva la cultura della montagna.

     

    Questi i vantaggi di associarsi al CAI:

     

  • copertura assicurativa per infortuni avvenuti nelle attività sociali indette dalle Sezioni del C.A.I.;
  • rimborso delle spese in caso d’intervento del Soccorso Alpino in attività personale, dettagli rilevabili qui;
  • libero ingresso nelle sedi di tutte le Sezioni CAI e partecipazione alle escursioni ed attività da esse organizzate;
  • fruizione delle strutture ricettive italiane ed estere con le quali è stabilito trattamento di reciprocità con il CAI;
  • diritto di ricevere le riviste sociali (solo per i Soci ordinari);
  • riduzioni nell’acquisto delle pubblicazioni sociali (soci ordinari);
  • possibilità di usufruire del materiale della Sezione;
  • materiale bibliograficofotocinematografico della Sezione e degli Organi centrali, disponibile per tutti i soci secondo i rispettivi regolamenti;
  • usufruire di condizioni privilegiate negli esercizi convenzionati;
  • iscrizione gratuita a GeoResQ, servizio di geolocalizzazione e d’inoltro delle richieste di soccorso dedicato a tutti i frequentatori della montagna ed agli amanti degli sport all’aria aperta, gestito dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) e promosso dal Club Alpino Italiano (CAI).
  • sconti per l'acquisto dei gadget CAI;
  •  

    e per chi si iscrive per la prima volta i vantaggi decorrono da subito e valgono fino al 31 marzo 2020!

    e allora iscriversi alla nostra Sezione è facile, bastano due foto e il modulo di domanda e consenso privacy scaricabile qui, e quello per i minorenni qui, oltre al versamento della quota sociale che puoi vedere qui.

     

    Ti aspettiamo tutti i giorni a Carrara in Via Apuana 3C dalle 18.30 alle 19.30.

     

    A presto

     

    CAI Carrara

    Oggi l'impresa ed alcuni soci volontari hanno finito i lavori di ripristino di due facciate e sostituito gli scuri alle finestre; questi lavori sono solo una parte di un più ampio programma di interventi di manutenzione, iniziato da tempo e che proseguirà nel prossimo anno. L’obiettivo è riammodernare la struttura nostro bel rifugio e consentire il pieno utilizzo a tutti, abili, meno abili e diversamente abili, soci e non soci. Un ringraziamento a chi ha contribuito alla loro realizzazione e a chi vorrà collaborare per i prossimi interventi.

     Prenota su Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. la maglietta in tessuto tecnico commemorativa del 130° anniversario della Sezione CAI di Carrara, al costo di €10,00, potrai ritirarla nel corso della manifestazione MONTAGNA IN PIAZZA che si terrà il 22 settembre a Carrara in piazza Alberìca oppure in Sezione; scegli la tua taglia fra femminile e maschile S M L XL

    "1888-2018 UNA GRANDE STORIA"  è un cammino a passo lento attraverso il quale riemergono le radici  di un lontano passato, legate ai ricordi di antichi viaggiatori e narratori che hanno esaltato i profili delle nostre montagne. E tra queste inviolate montagne il 13 febbraio 1888 fu fondata la Sezione CAI di Carrara.  Questo volume rimarrà una testimonianza di come la nostra Sezione si è evoluta, di come abbia lottato per superare momenti di estrema difficoltà e di come si è affacciata nel nuovo millennio con una veste nuova, ma ricca di un bagaglio di esperienze vissute e tramandate da chi è venuto prima di noi. Buona lettura a tutti

    "130 anni e, come recita l'adagio, non dimostrarli!

    Chi un poco conosce la realtà della Sezione di Carrara del CAI  sa che queste non sono parole vuote, bensì espressione del continuo rinnovarsi del nostro sodalizio, in grado di proporre un ampio ventaglio di iniziative a beneficio dei soci e della cittadinanza.

    Questa serata, che si inserisce tra le manifestazioni volute per sottolineare la ricorrenza, vede il concorso di due illustri portavoce del vasto mondo della coralità CAI, con solide radici nella tradizione del canto di montagna:

    il Coro CAI  Cremona, al quale ci lega una sorta di gemellaggio, visto che anche quella Sezione è stata fondata nel 1888;

    il Coro Scaligero dell'Alpe, che si esibisce dal lontano 1946 e può vantare, tra i cori di ispirazione popolare in attività, la maggiore longevità nella propria regione."

    Questo è il testo di presentazione della serata di canto corale che Le Coriste Apuane hanno organizzato, con il supporto del Consiglio Direttivo sezionale, per contribuire - nella maniera che ci è consona - ai festeggiamenti per l'anniversario della Sezione. L'appuntamento è per Sabato 9 Giugno: contiamo nella presenza significativa dei soci.

    Per maggiori dettagli si possono consultare i documenti allegati. 

    Prossimi appuntamenti

    25
    Giu
    Indicativamente fissata a programma per il 20/6 proponiamo questa bella escursione, sempre partecipata.

    28
    Giu
    PIANIFICAZIONE DI UNA ESCURSIONE, CONDUZIONE DI UN GRUPPO E RESPONSABILITÀ a cura di fabrizio Miolignoni e Lucia

    30
    Giu
    Già programmata per il 23 giugno e rinviata per maltempo, recuperiamo l'inaugurazione dei lavori al

    30
    Giu
    In programma per il 23/6 proponiamo il recupero di questa escursione per la quale occorre reiscriversi a

    06
    Lug
    Riproponiamo la salita annullata lo scorso anno a causa del maltempo Salire all’Aiguille de Rochefort significa

    07
    Lug
    Una giornata dedicata alla salute tra natura, trekking, buon cibo e screening specialistici. Questo il

    Calendario Generale CAI CARRARA

    Prenota Rifugio Garnerone

    Nessuna evento nel calendario
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